4 luglio 2017

43 giorni

Sono 43 i giorni passati dal mio ultimo post. Ci penso spesso al blog - lo chiudo - lo lascio lì - cancello tutto e conservo privatamente alcune pagine che ho scritto che mi piacciono tanto in un eccesso di autocelebrazione - lo chiudo - lo lascio lì - a cosa serve? - non scrivo più.
E così, quasi quotidianamente.
A dimostrazione del mio stallo mentale nei confronti del gesto dello scrivere - ché nella mia testa inizio, concludo, narro, disfo e cucio roba in continuazione - il riassunto di questi 43 giorni sarà lasciato ad alcuni mie parole scritte su facebook. Dalla più recente a quella vecchia di 43 giorni.
43 giorni in cui non lo so come sto. Serena, soddisfatta e a posto su alcuni versanti e triste, frustrata e spenta su altri.
Ma questo è.

• Concentrarsi sul vuoto che la tua malattia lascia attorno a sé non è facile. Questo deserto tra l'oasi del prima e l'oasi del dopo nel quale camminiamo senza una meta ben precisa. Non poter chiamare il tuo nome come una volta. Guardare mamma che porta tutte le valigie, anche quelle che una volta portavi tu, da sola. Sapere che rientra a casa e tu non ci sei. Saperla sola, un po' depressa - ché mica bisogna avere paura di dirlo che alle volte le cose così non sono tanto belle. Saperla incastrata in una vita che si fa andare bene perché bisogna quello che è. 
È più facile parlare di te o mettere tue fotografie. È più facile aggrapparsi ai sorrisi che fai e ci fai fare tra una frustrazione e l'altra. È più facile perché è circoscrivibile. Mentre ciò a cui il tuo nuovo essere ci ha condannati è inafferrabile e privo di confini. Ed è la sua forza. Ma anche la sua debolezza. Ed è proprio per questo che non cadiamo.

• Oggi ho fatto giardinaggio. Ma ho dovuto smettere prima del tempo perché mi sono riempita di macchie e bolle rosse come quando a 5 anni andavo nei prati a giocare con mio fratello e i suoi amici e mi facevano sempre mettere dietro la porta da calcio.

• Io non lo so se sia il destino oppure il caso ma in questi tempi così ostili e incerti mi prende l'innocente e un po' ambizioso proposito di amarti.
Perché senza due corpi e due pensieri differenti finisce il mondo. (G. Gaber)

•  Non ho fatto in tempo a stringere le sue mani nelle mie ma voglio ringraziare Maurizio Fiorini per le belle parole e per gli insegnamenti che ha dato e continuerà a dare a tutti quegli artisti che fanno della professionalità, della passione e dell'umiltà la propria bandiera. Che la terra ti sia lieve.

• Questo ti viene chiesto, figlia: capire che mamma e papà sono esseri infinitamente piccoli. Ti viene chiesto un salto nel futuro, dove tu devi essere donna che siede di fianco al padre, gli prende la mano, e lo rassicura: non preoccuparti.
(La più amata - Teresa Ciabatti)

• Non ho avuto la fortuna di averlo come professore ma, grazie a tutti i suoi testi che mi hanno aperto cuore e mente - e non me ne vogliano i miei passati docenti - è un po' come se lo fosse stato.
Grazie per tutte le parole, prof Serianni.

“E se il mondo sapesse il valor che ebbe
Insegnando italiano retto e giusto 
Assai lo loda e più lo loderebbe”.

• Sa perché non posso essere completamente felice? Nessun coi capelli rossi può esserlo. (Anne with an E - Grazie Netflix)


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Parlo poco. Scrivo molto. Leggo ovunque.
Faccio cose e non vedo gente.
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